La presenza dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica non universitaria di ogni ordine e grado è giustificata dal punto di vista giuridico da un accordo bilaterale tra stato e chiesa: ilconcordato tra la santa sede e l’italia, firmato l’11 febbraio 1929 dal Card. Pietro Gasparri e da Benito Mussolini.
Il brano di riferimento è l’art. 36:

L’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica. E perciò consente che l’insegnamento religioso ora impartito nelle scuole pubbliche elementari abbia un ulteriore sviluppo nelle scuole medie, secondo programmi da stabilirsi d’accordo tra la Santa Sede e lo Stato.
Tale insegnamento sarà dato a mezzo di maestri e professori, sacerdoti o religiosi, approvati dall’autorità ecclesiastica, e sussidiariamente a mezzo di maestri e professori laici, che siano a questo fine muniti di un certificato di idoneità da rilasciarsi dall’Ordinario diocesano.
La revoca del certificato da parte dell’Ordinario priva senz’altro l’insegnante della capacità di insegnare.
Pel detto insegnamento religioso nelle scuole pubbliche non saranno adottati che i libri di testo approvati dall’autorità ecclesiastica.

Tale articolo, come tutto il Concordato, è stato oggetto di revisione nel 1984. A quell’anno risale infatti l’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana che apporta modificazioni al Concordato Lateranense, firmato il 18 febbraio 1984 dal Card. Agostino Casaroli e da Bettino Craxi.
Il brano di riferimento è l’art. 9:

1. La Repubblica italiana, in conformità al principio della libertà della scuola e dell’insegnamento e nei termini previsti dalla propria Costituzione, garantisce alla Chiesa cattolica il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione.
A tali scuole che ottengano la parità è assicurata piena libertà, ed ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne l’esame di Stato.
2. La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.
Nel rispetto della libertà di coscienza e. della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento.
All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.

Ulteriori precisazioni Il relazione all’art. 9 sono espresse dal Protocollo Addizionale allegato, al punto 5:

a) L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole indicate al n. 2 è impartito Ñin conformità alla dottrina della Chiesa e nel rispetto della libertà di coscienza degli alunniÑ da insegnanti che siano riconosciuti idonei dall’autorità ecclesiastica, nominati, d’intesa con essa, dall’autorità scolastica.
Nelle scuole materne ed elementari detto insegnamento può essere, impartito dall’insegnante di classe, riconosciuto idoneo dall’autorità ecclesiastica, che sia disposto a svolgerlo.
) Con successiva intesa tra le. competenti autorità scolastiche e la Conferenza Episcopale Italiana verranno determinati :
1) i programmi dell’insegnamento della religione cattolica per i diversi ordini e gradi delle scuole pubbliche;
2) le modalità di organizzazione di tale insegnamento, anche in relazione alla collocazione nel quadro degli orari delle lezioni;
3) i criteri per la scelta dei libri di testo
4) i profili della qualificazione professionale degli insegnanti.
c
) Le disposizioni di tale articolo non pregiudicano il regime vigente nelle regioni di confine nelle quali la materia è disciplinata da norme particolari.